Il Mulino

 

La comunità è attualmente composta da sei nuclei familiari e da quattro persone singole, per un totale di ventisette membri. Gli adulti concorrono al fabbisogno e al mantenimento della comunità, sia attraverso un lavoro esterno retribuito, sia mediante vari servizi interni necessari al funzionamento della casa.

Lo stile di vita è semplice, improntato alla condivisione e alla sobrietà. La scelta è di dare priorità all’essere sull’avere, al bene comune sull’interesse privato, consapevoli che quanto si ha non è proprio ma solo a disposizione.

 

La nostra storia

Tutto è cominciato in una parrocchia di Sesto fiorentino, nella periferia di Firenze, dove il nostro catechista ci ha riuniti attorno alla lettura del Vangelo, facendoci scoprire la bellezza dello stare insieme nel Signore. Si chiamava Giusto Barbin.

 

Quando è nata l’idea della comunità per reagire alla prospettiva della dispersione del gruppo, Giusto non si è tirato indietro. Anziché spegnere i nostri sogni di adolescenti, li ha presi sul serio e stimolati. Superando diffidenze ed ostilità, alla fine degli anni settanta ci mettiamo in ricerca di una casa sufficientemente grande per realizzare il nostro progetto. La troviamo nella campagna di Vicchio: un mulino ad acqua, immerso nei rovi e quasi diroccato. Dopo impegnativi lavori di bonifica e ristrutturazione, nel 1980 cominciamo a vivere insieme.

 

Progettare e realizzare la nostra casa matura ed affina ancora di più idee circa il futuro. Nel frattempo alcuni abbandonano, altri si aggregano, i fidanzati si sposano, altre coppie si formano, nascono i figli, la comunità si sviluppa.

 

Nel 2005 Giusto si addormenta nel Signore. La sua impronta è stata decisiva ed abbiamo voluto lasciarne memoria nel nome della fondazione che gestisce il patrimonio della comunità.

 

Dal 2006 ci accompagna spiritualmente il padre gesuita fiorentino Paolo Bizzeti. Lo abbiamo incontrato in un momento critico della vita comunitaria, bisognosi di riscoprire le nostre radici e di ridefinire alcuni obiettivi. Padre Paolo ha contribuito fortemente a costruire con noi l’attuale assetto del Mulino, oggi un piccolo villaggio immerso nel verde.

 

L’accompagnamento di padre Paolo ci ha aperto nuovi orizzonti, aumentando le nostre conoscenze e relazioni. Gli esercizi spirituali, la formazione biblica, i pellegrinaggi, le letture, gli incontri, l’amicizia fraterna con altre comunità di famiglie ci hanno fatto sperimentare i benefici della spiritualità ignaziana, un’altra ricchezza preziosa nella nostra vita. Siamo così entrati a far parte del circuito ignaziano aderendo al Jesuit Social Network e all’associazione Sant’Ignazio di Firenze.

 

Nel 2015 padre Paolo è stato nominato vescovo ed inviato in Turchia da papa Francesco. E’ vicario apostolico dell’Anatolia, una diocesi vasta più dell’Italia. Una nuova sfida per lui e anche per la nostra comunità, ma allo stesso tempo un’ulteriore opportunità per allargare la prospettiva e creare ponti.

 

Se ci chiedete: «Che senso ha oggi vivere così?», la nostra risposta è: «Non ci consideriamo migliori degli altri. Semplicemente crediamo che è possibile accogliersi fraternamente. Pur con i nostri limiti, seguendo il Vangelo, siamo un piccolo segno che vivere insieme tra persone diverse non solo è possibile ma soprattutto è bello».

 

 

 

 

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